Shanghai World Financial Center, Oriental Pearl Tower e gli altri edifici iconici della città

Seed Pavilion (West Bund), Shanghai

Seed Pavilion (West Bund), Shanghai

Dai grattacieli iconici di Pudong all'Oriental Pearl Tower, fino alla prima edizione di Salone Contract Tour e alle ultime novità lungo il fiume Huangpu: un viaggio nel volto contemporaneo di Shanghai

Scattare una foto lungo il fiume Huangpu con l’Oriental Pearl Tower e gli altri grattacieli di Shanghai come sfondo è l’esperienza pressoché irrinunciabile per i milioni di turisti che ogni anno visitano la metropoli cinese. Simbolo dell’eccezionale metamorfosi architettonica della città, la zona di Pudong contrappone i suoi svettanti edifici all’area del Bund – eclettica memoria del passato commerciale e finanziario di Shanghai –, esercitando un forte richiamo anche sulla comunità locale.

Shanghai, i grattacieli iconici oltre il Bund

Correva l’anno 1995 quando l’Oriental Pearl Tower di Shanghai veniva inaugurata: con i suoi 468 metri di altezza avrebbe detenuto il record di struttura più alta della Cina fino al 2008: quell’anno, a scalzarla dal podio, fu lo Shanghai World Financial Center, alto 492 metri, a sua volta superato nel 2015 dalla Shanghai Tower, la cui antenna raggiunge i 632 metri. Nonostante l’incremento dei grattacieli nello skyline di Shanghai – impossibile non citare anche la Jin Mao Tower (completata nel 2007) che sfiora i 421 metri – l’Oriental Pearl Tower continua a rappresentare un simbolo del distretto di Pudong. Non soltanto per la sua “precedenza anagrafica”: le sfere che ritmano la sua ascesa verso il cielo e la peculiare struttura verticale, la rendono inconfondibile. Un emblema duraturo e indiscusso della città.

Come perle nel cielo: la storia dell’Oriental Pearl Tower

Progettata dalla Shanghai Modern Architectural Design Co. Ltd., come torre radio e televisiva, l’Oriental Pearl Tower deve concettualmente la sua origine a un componimento risalente alla dinastia Tang: vi si descrive la caduta di alcune perle su un piatto in giada. È trasferendo tale suggestione letteraria alla dimensione architettonica che hanno preso forma le sue 11 sfere-perle: le maggiori si distinguono per le vetrate rosa e offrono spazi accessibili anche ai visitatori. Un esempio? Il ristorante rotante posto a 267 metri da terra. Incarnazione tridimensionale dello spirito audace della Cina contemporanea, l’Oriental Pearl Tower di Shanghai è anche un luogo custode del passato locale. Prova ne è l’allestimento, al piano terra, dello Shanghai History Museum che dai giorni nostri riconduce l’asse temporale indietro fino a 6000 anni fa, quando al posto dell’attuale megalopoli qui sorgeva un villaggio.

Una città nella città: dentro allo Shanghai World Financial Center

Scorrere la lista dei premi assegnati allo Shanghai World Financial Center consente di ripercorrere la storia di un’ardita impresa costruttiva. Il complesso è stato commissionato dalla Mori Building Company al pluripremiato Kohn Pedersen Fox Associates (KPF). Lo studio statunitense, che vanta una solida esperienza su scala globale nel segmento costruttivo dei grattacieli, i cosiddetti supertall; in questa occasione ha collaborato con lo studio di ingegneria strutturale Leslie E. Robertson Associates. Fin dalle prime battute, questo centro a uso misto è stato immaginato per imporsi nello skyline (non solo) locale: deve la sua forma all'intersezione tra un prisma a base quadrata – simbolo che nell'antica Cina rappresentava la terra – e due archi, a loro volta emblema del Cielo. Il grattacielo, in altre parole, connette due elementi opposti e accoglie, nel suo vertice, un “portale celeste” (che nel tempo ha alimentato il paragone con un apribottiglie) A guidarne processo compositivo, il dichiarato proposito di renderlo l’edificio più alto del mondo: anche se quel record è oggi detenuto altrove, grazie alla sua peculiare silhouette, lo Shanghai World Financial Center costituisce un punto di riferimento per il quadrante di Lujiazui, a Pudong. È un polo dedicato all'informazione e ai servizi finanziari, oltre ad accogliere nei suoi 101 piani una pluralità di funzioni. Non mancano un hotel di lusso (tra il 79° e il 93° piano) e la Sky Arena (tra il 94° e il 100°) da dove osservare, anche dopo il tramonto, l’incessante flusso di vita di Shanghai.

Il grattacielo più alto della Cina? È un’icona di Shanghai

Nell’ultimo decennio a questi edifici simbolo della città di Shanghai si è aggiunta la Shanghai Tower: con i suoi 632 metri è oggi il grattacielo più alto della Cina e occupa il terzo posto nella classifica globale dei supertall. “Questa torre è il simbolo di una nazione il cui futuro è ricco di opportunità illimitate”, aveva dichiarato Qingwei Kong, presidente della Shanghai Tower Construction & Development Co., Ltd. (società cui si deve la sua costruzione) in occasione della cerimonia per la posa della prima pietra, nel 2008. Completata appena 7 anni dopo, è stata progettata dal celebre studio Gensler, con il coinvolgimento di varie società di ingegneria e dell'Architectural Design and Research Institute della Tongji University. Anch’essa eretta nell’area zona finanziaria e commerciale di Lujiazui, completa un “terzetto” di grattacieli assieme ai poco distanti Jin Mao Tower e Shanghai World Financial Center. Osservandola con attenzione si possono individuare nove edifici cilindrici sovrapposti e una “doppia pelle trasparente” nelle facciate: sono infatti presenti sia uno strato interno, che definisce i citati nove volumi, che uno esterno di forma triangolare che, procedendo in altezza, subisce una leggera ma percepibile rotazione. Tale composizione è apprezzabile sia di giorno, che di notte grazie alla combinazione di effetti illuminotecnici e cromatici.

Spazio pubblico a Shanghai: il salotto urbano e verde del nuovo The Seed

Il fermento architettonico che si registra negli ultimi decenni a Shanghai si riflette pure nello spazio pubblico, ovvero a quote decisamente più basse rispetto a quelle raggiunte dai grattacieli. Anche in questo specifico segmento progettuale, l’attitudine a introdurre nel tessuto urbano progetti che possano diventare casi studi o modelli di riferimento resta la medesima di quella espressa nei supertall. Inizialmente giudicato irrealizzabile per la sua complessità strutturale, il The Seed - The Shanghai Riverside Seed Pavilion da maggio 2026 costituisce invece un valore aggiunto per il Xuhui West Bund Cultural Corridor; si deve agli Challenge Design e REAL Architects. Posto all’interno di un parco urbano che fronteggia il fiume Huangpu, si ispira alla vitalità del seme (concetto non a caso evocato nella sua denominazione) e alle sue fasi evolutive e dotare la città di un versatile punto di riferimento sia architettonico sia ecologico. Si tratta infatti del primo edificio al mondo dotato di una cupola in legno lamellare a doppia curvatura e torsione: per la sua copertura di questo padiglione multifunzionale (di 16 metri di diametro e 12 metri di altezza) è stato dunque impiegato un materiale rinnovabile a basso impatto ambientale con metodi di costruzioni alternativi a quelli tradizionali. 

The Seed ha ospitato il debutto della prima edizione di Salone Contract Tour, il percorso internazionale di stakeholder engagement che accompagnerà il debutto di Salone Contract 2027. Per il panel di Shanghai, che ha visto la partecipazione della Presidente Maria Porro, il Salone del Mobile ha scelto di mettere a confronto quattro realtà che presidiano passaggi diversi della filiera Contract, dalla committenza alla progettazione architettonica, dall’interior design all’hospitality: Alvin Lo, General Manager, Design and Planning di Westbund Central, Hongkong Land; Qin Pang, Director, Head of Shanghai Studio e Head of Design di Benoy; Justin Bridgland, cofondatore di MDO — More Design Office; Joe Cheng, Founder di CCD — Cheng Chung Design.

L’ultima novità architettonica di Shanghai? La Shanghai Grand Opera House progettata da Snøhetta

Può un edificio per concerti, spettacoli e per la cultura essere anche uno spazio pubblico aperto a tutti? Una risposta - affermativa - la fornisce la Shanghai Grand Opera House progettata da Snøhetta e inaugurata il 17 ottobre 2026. Lo studio scandinavo, dopo il successo dell’Oslo Opera House, è tornato a misurarsi in Cina con il medesimo tema di progetto, vincendo in team con altri partner il concorso internazionale del 2017 promosso per dotare Shanghai di un nuovo teatro dell'opera. Inserita in un distretto caratterizzato da generosi spazi verdi, provvisto di edifici a carattere culturale e, ancora una volta, a diretto contatto con il fiume Huangpu, la Shanghai Grand Opera House individua nei movimenti fluidi del corpo umano nella danza e nel teatro il proprio riferimento concettualle. Tale propensione al dinamismo permea gli ambienti esterni e interni del complesso. Come l’avvolgente scala a chiocciola esterna, ideale connessione tra terra e cielo: passo dopo passo diventa un palcoscenico pubblico, una piattaforma panoramica sopraelevata e, soprattutto, uno spazio di incontro per residenti e visitatori.

oriental-pearl-tower-CREDIT-Yifan-Cong

Oriental Pearl Tower, Ph. Yifan Cong

Shanghai Tower

Shanghai Tower

Shanghai Tower dettaglio Derryck

Shanghai Tower dettaglio Derryck

Shanghai tower skyline

Skyline Shanghai tower

interno, Seed Pavilion (West Bund), Shanghai

Seed Pavilion (West Bund), Shanghai

Seed Pavilion (West Bund), Shanghai

Seed Pavilion (West Bund), Shanghai

Shanghai Grand Opera House Snøhetta

Shanghai Grand Opera House, Snøhetta

INTERNO, Shanghai Grand Opera House Snøhetta

Interno, Shanghai Grand Opera House, Snøhetta

Shanghai Grand Opera House Snøhetta

Shanghai Grand Opera House Snøhetta

21 ottobre 2026
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